Programma della Banca Popolare di Bergamo

BANCA MUTUA POPOLARE DELLA CITTÀ E PROVINCIA DI BERGAMO

PROGRAMMA

La Banca Mutua Popolare di Bergamo si propone di spargere i benefizi del credito fra le classi meno agiate della Società. A mezzo della Banca Mutua l’operaio, il piccolo industriale, il piccolo possidente che da soli non offrono guarentigie bastevoli, stretti assieme in un sodalizio, in cui il primo capitale si raccolga coi loto risparmi, presentino sul mercato una solidità sufficiente da render loro facile l’adito al credito. Ma tale credito deve esser frutto del risparmio e della previdenza, deve essere la ricompensa alla laboriosità ed all’onestà. Perciò, come appare dagli statuti, per fruire dei benefici della Banca è necessario esser soci e formarsi un piccolo fondo, che valga a guarentigia delle operazioni future, e d’altra patte Per esser soci è necessario quella fama di moralità e di operosità senza la quale non è possibile essere accolti nel seno della Società.
I patti d’ammissione poi, sono così agevoli a tutti, e cosi facile raccogliere un’azione di 50 lire a piccole quote mensili persino di 1 lira, da non esservi popolano o modesto operaio che non basti, con un poco di perseveranza ed assiduità a ragranellate quel tanto che lo costituisca membro della Banca Mutua e gli consenta di migliorare le proprie condizioni, senza dover nulla a nessuno, tranne alla sua onesta e laboriosità. Appunto per ottenete il suo intento, la Banca Mutua Popolate restringe la sua attività a quelle sole operazioni che rappresentano i veri bisogni, i reali interessi del popolo. Essa accorda prestiti ai soci, sconta le loro cambiali, fa per conto loro pagamenti ed incassi, riceve i loro risparmi quali depositi fruttiferi in conto corrente, fa loro anticipazioni sopra pegni e sempre con quella massima cautela prescritta inesorabilmente dagli statuti, poiché la giusta limitazione del credito nei suoi veri confini, è condizione indispensabile al sicuro svolgimento del credito stesso. Essa non divaga le sue operazioni al di là di questo cerchio; quando si tratta di amministrare il denaro del popolo, frutto del lavoro e del risparmio, si deve escludere ogni operazione aleatoria, ogni compartecipazione diretta od indiretta ad imprese di speculazione. L’utilità della Banca Mutua non consiste particolarmente nei lauti dividendi, ma nel credito stesso che ella offre ai suoi azionisti.
Ogni socio ha diritto ad un voto, ma non più che un voto, qualunque sia il numero delle azioni da lui possedute. Cosi tanto può la parola del popolano, quanto quella del ricco, e ciascuno s’abitua a trattare con amore gli affari d’una società dove il più modesto azionista può influire sulle deliberazioni. Mentre nelle altre Società, l’uomo scompare e rimane soltanto l’azionista, qui invece l’uomo passa in prima linea col tesoro della sua operosa onesta. E pure in base a questi principii che si limita al numero di trenta il maximum d’azioni che ogni socio può acquistare, e si determina che negli sconti e nei prestiti si dia sempre la preferenza ai più piccoli, onde impedite che l’istituto degeneri dalla sua vera origine e che la Banca Popolare, nata e cresciuta per opera delle classi laboriose, ruini nella voragine della borsa e della speculazione.
A mantenere l’osservanza di questi principi essenziali della Istituzione serviranno: le Assemblee annue e trimestrali, che tanto giovano ad educare il popolo alle trattazioni dei suoi affari; un Consiglio di Amministrazione; un Comitato di Sconto apprezzatore dei fidi che merita ogni socio; uno di Arbitri che definisca in famiglia tutte le liti, ed un Ufficio di Censura con illimitato diritto d’ispezione; tutti gratuiti ed eletti dall’assemblea.
Lo stato di cassa sarà pubblicato ogni mese almeno, né si trascurerà di guarentite con idonee cauzioni la gestione del Direttore e del Cassiere, Allo scopo che non solo la città ma tutta la provincia di Bergamo, risenta efficacemente il benefico effetto della Banca Mutua Popolare, essa stabilirà, appena ne abbia riconosciuta l’importanza e l’opportunità, dei Comitati di Sconto figliali nelle varie parti della Provincia, che sotto la sorveglianza del Consiglio d’amministrazione potranno funzionare nei singoli circondari ad essi assegnati, senza dipendere direttamente dal Comitato centrale di Bergamo.
Nell’attuale condizione della patria nostra, abbiamo d’uopo più che mai d’istituzioni che non promettano troppo, appunto per poter mantenere fedelmente la loro promessa; che, nel mentre sovvengono il popolo, lo ritemprino a gagliarde virtù, lo distolgano dalle facili illusioni, ¢ gli insegnino che non si giunge a risultati durevoli, senza fatica e senza sudori. Noi speriamo che la Banca Mutua da noi propugnata, s’avvicini a questo ideale e che Bergamo non vorrà essere da meno di tante città italiane e straniere ove siffatte istituzioni già danno mirabili frutti.
La Società di Mutuo Soccorso fra gli Operai di Bergamo, assai provvidamente dava l’iniziativa all’istituzione d’una Banca Mutua Popolare in Bergamo, nominando una Commissione promotrice che ne gettasse le basi.
La suddetta Commissione coadiuvata dall’appoggio dei promotori sottoscritti, compiti i suoi lavori preliminari, apre al pubblico con giorno d’oggi la sottoscrizione alle Azioni della Banca Mutua Popolare di Bergamo, riferendosi per le formalità relative alle norme in calce trascritte.
Le sottoscrizioni si riceveranno tutti i giorni presso la Società di Mutuo Soccorso fra gli operai, posta in Piazza Cavour, dalle ore 9 antimeridiane alle ore 2 pomeridiane. All’atto della sottoscrizione si verserà una metà della tassa di ammissione cioè L. 2 per ogni socio, del qual versamento verrà rilasciata ricevuta interinale. I sottoscrittori che non avranno ricevuto entro il termine di 30 giorni dalla data della loro sottoscrizione la restituzione del versamento fatto, col rifiuto alla loro ammissibilità quali soci, potranno ritenersi definitivamente ammessi quali azionisti della Banca.
La Società si riterrà costituita quando il numero delle azioni sottoscritte abbia raggiunto la cifra di trecento.
La commissione chiamerà allora un’assemblea generale degli azionisti per le nomine della presidenza, del consiglio di amministrazione ecc., nonché per l’approvazione dello statuto sociaòe da sottoporsi alla sanzione reale.

Bergamo, 21 febbraio 1869.

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