Biografie

Biografie

Alfredo Rocco Il giurista del regime Edmondo Rossoni Il sindacalista del regime

Alfredo Rocco

Questo saggio è dedicato ad uno dei personaggi che parteciparono attivamente alla instaurazione e istituzionalizzazione del regime fascista, ovvero il nazionalista Alfredo Rocco, giurista e teorico del fascismo, soggetto che ebbe un percorso politico variegato passando da posizioni radicali, a liberali e infine nazionaliste. Favorevole ad una dottrina statolatra, condizionò profondamente il regime e l'adozione del sistema corporativo oltre a patrocinare e seguire il percorso di elaborazione e attuazione di varie altre riforme istituzionali e legislative, usò abilmente le leve del governo nel quale entrò fin dall'inizio per plasmare le istituzioni e la legislazione del paese secondo i principi fascisti che lui stesso partecipò a modellare, secondo principi organicistici e antiliberali, la storica Giulia Simone scrive che «il filo rosso che collega il pensiero politico alle formulazioni giuridiche rocchiane poggia sulla categoria del nemico: è tale l'individuo che si pone contro lo stato e colui che attenta a coloro che rappresentano lo stato stesso – il re e il capo del governo […] così l'oppositore politico diviene nemico dello stato; il dissenso politico è un tradimento». In appendice all'opera, in modo da fornire al lettore un facile accesso alla documentazione citata, vengono riportati parte dei testi e dei documenti cui si fa riferimento nei tre saggi. In modo da favorire la ricostruzione del percorso dei contributi politico-ideologico e dottrinari del gerarca, fu docente di diritto, vengono inoltre riportati gli elenchi delle sue opere a stampa.

Cesare Maria De Vecchi Il quadrumviro monarchico

Questa biografia di Cesare Maria De Vecchi, uno dei maggiori ras del regime fascista spesso non molto considerato dalla storiografia rispetto ad altre personalità del regime, espande e approfondisce il precedente saggio biografico pubblicato nell'opera "Tre fascisti – Tre fascismi" con lo scopo di ricostruire maggiormente nel dettaglio l'esistenza di questo personaggio che, in qualità di uno dei quadrumviri della Marcia su Roma, svolse un ruolo rilevate nel forzare la mano al sovrano e condusse alla nomina di Mussolini come Presidente del Consiglio, anche se questa non è l'unica vicenda nella quale ebbe un ruolo di primo piano nelle vicende del regime. In questo saggio la vita di De Vecchi viene ripercorsa in maniera cronologica dando ampio spazio alle opere da lui compiute nell'ottica della fascistizzazione di tutti i campi della vita civile, sia in Italia (come squadrista, ras, sottosegretario alle pensioni e ministro dell'Educazione, ruolo di particolare peso per il condizionamento della cultura italiana) che nelle colonie (governatore della Somalia e del Dodecanneso), il suo operato come primo ambasciatore presso la Santa Sede e come esponente di primo piano del regime fascista a partire dal suo avvento al potere sino al suo crollo, che comportò la fuga di De Vecchi all'estero e, solo in seguito, il suo ritorno in Italia. Nella parte conclusiva viene analizzata la questione, controversa, della sua presunta aderenza alla massoneria. Nell'appendice dell'opera, per illustrare con maggior chiarezza il percorso del pensiero di De Vecchi e il suo impatto sulla vita del paese, vengono riportati gli elenchi delle sue opere a stampa e delle onorificenze che gli furono assegnate dallo stato italiano e dal Vaticano.

Giornalisti fascisti Amicucci – Ojetti – Orano

Giornalisti fascisti

Il giornalismo fu uno dei campi di grande interesse ed intervento per il regime fascista e soprattutto di Mussolini, che vi lavorò prima di assumere la guida del regime (continuando poi ad interessarsene) e vi dedicò sempre grande attenzione fino alla sua fine. In quest'opera si riportano i profili biografici di tre esponenti di spicco del giornalismo italiano che parteciparono attivamente con la loro azione alla fascistizzazione del settore dell'informazione – e quindi della propaganda che doveva fascistizzare gli italiani negli intenti mussoliniani – e della cultura italiana. Tre uomini che seguirono percorsi diversi, il primo è Ermanno Amicucci, giornalista e organizzatore del sindacato fascista dei giornalisti, colui che provvedette alla fascistizzazione della categoria. Il secondo è Ugo Ojetti un critico d'arte che rivestirono ruoli di rilievo anche per lo sviluppo della professione a cui si dedicarono dirigendo e fondando vari giornali (come il "Corriere della Sera", "Pegaso" e la "Gazzetta del Popolo"), infine vi è Paolo Orano, socialista vicino al sindacalismo rivoluzionario passato al fascismo, primo storico del giornalismo in Italia, rettore dell'Università di Perugia e propugnatore delle tesi antisemite.

Edmondo Rossoni Il sindacalista del regime

Edmondo Rossoni

Il fascismo è stato un fenomeno complesso e sfaccettato nel quale sono confluite differenti ideologie e personaggi, uno di questi fu Edmondo Rossoni, ex sindacalista rivoluzionario e pacifista, passato all'interventismo durante la Grande Guerra e poi al fascismo di cui organizzò il movimento sindacale assumendone per anni la guida e appoggiando la sua trasformazione progressiva in corporativismo, uno dei nuovi elementi cardine del regime, fino al cosiddetto sbloccamento quando venne allontanato da questa carica e bloccata l'attuazione del suo progetto. Oltre a questo, comunque, Rossoni rivestì altri importanti ruoli durante il ventennio, fu ministro dell'Agricoltura e Foreste occupandosi quindi di produzione alimentare e bonifica, attività molto rilevante negli anni del regime, oltre ad essere una delle figure che, in quanto membri del Gran Consiglio del Fascismo, portarono alla caduta di Mussolini nel luglio del 1943. In quest'opera si ripercorre, in maniera tendenzialmente cronologica, il percorso esistenziale e politico-istituzionale del personaggio, citando spesso i testi dei suoi scritti e discorsi per fornire una testimonianza diretta delle su posizioni, oltre a fornire riferimenti normativi e informazioni di contesto per inquadrare gli eventi. In appendice all'opera, in modo da fornire al lettore un facile accesso alla documentazione citata, vengono riportati parte dei testi e dei documenti cui si fa riferimento nei tre saggi. In modo da favorire la ricostruzione del percorso dei contributi politico-ideologici di questi tre gerarchi fascisti, per ogni personaggio vengono inoltre riportati gli elenchi delle rispettive opere a stampa.

Le tre voci de "La Voce" Papini – Prezzolini – Soffici

Vociani Papini, Prezzolini, Soffici

"La Voce" fu un importante giornale politico e culturale dell'Italia del primo Novecento, un giornale che condusse rilevanti battaglie anche filosofiche e polemiche per lo svecchiamento culturale ed intellettuale del paese e che vide la collaborazione di molte personalità del mondo intellettuale e letterario dell'epoca come, tra i tanti, gli scrittori Aldo Palazzeschi, Guido Gozzano, Umberto Saba, Carlo Stuparich, Scipio Slataper, i critici letterari Renato Serra e Giuseppe De Robertis, il poeta e regista Nino Oxilia. Quest'opera riporta i profili biografici (quindi si spazia lungo tutto l'arco delle loro vite e non solo degli aspetti legati al giornale citato) dei tre personaggi basilari di questa importante esperienza editoriale, Giovanni Papini, Giuseppe Prezzolini e Ardengo Soffici. Tre uomini che attraversarono la storia d'Italia dall'età liberale a quella repubblicana, passando dalla Grande Guerra di cui furono sostenitori e dal regime a cui Papini e Soffici aderirono attivamente, conducendo anche qui battaglie intellettuali, artistiche e culturali in favore del regime e delle sue politiche. Tre uomini che furono legati ai nomi più importanti della storia dei loro anni, soprattutto italiani ma anche molti importanti stranieri come Picasso, Apollinaire ecc., e che intervennero con i loro scritti in molteplici campi del sapere con un onnivoro eclettismo e che rappresentarono, anche se a livelli diversi, come scrive lo storico Mangoni, nell'Italia giolittiana «una figura nuova che solo per comodità si può ancora definire di "letterato", ma che non ha più nulla a che fare con i letterati anche degli ultimissimi anni dell'Ottocento. Non poeta, non creatore, non filosofo, ma ognuna di queste cose, in un suo modo approssimativo. Una figura nei confronti della quale non era più necessario alcun appello perché si dedicasse alla politica, che anzi in essa interveniva ogni volta che lo riteneva necessario , passando senza remore dalle terze alle prime pagine dei giornali.».

Medaglioni Risorgimentali Abba – Cadorna – Oberdan – Orsini – Pepe – Pica – Romano – Rossi – Stefani – Tommaseo – Valerio

Medaglioni Risorgimentali

Quest'opera ripercorre, tramite la presentazione di vari profili biografici, le vicende del Risorgimento italiano incentrandosi su alcuni dei suoi innumerevoli protagonisti. La scelta dei profili biografici è stata motivata dal desiderio di considerare più aspetti ed aree geografiche della penisola e fornire un quadro d'insieme più variegato, oltre che di includere alcuni tra i protagonisti meno noti o studiati. I personaggi trattati sono appartenuti a differenti correnti politiche-ideologiche e hanno seguito percorsi esistenziali tra loro anche molto diversi – ad esempio, Rossi era un liberale moderato favorevole ad una confederazione italiana mentre Orsini e Tommaseo erano dei repubblicani – ma furono tutti accomunati dal coinvolgimento nelle molteplici vicende politiche, militari (ad esempio, Cadorna e Pepe) e culturali che portarono all'Unità italiana. Oltre ai personaggi convenzionalmente legati al Risorgimento vengono qui studiati anche Pica e Oberdan, il primo perché fu strettamente legato alla lotta contro il brigantaggio e ai moti di rivolta scoppiati come reazione popolare all'unificazione nel meridione e il secondo perché fu, per molti versi, l'ultimo esponente se non l'epigono della lotta anti-austriaca che contraddistinse l'epopea risorgimentale ottocentesca.

Rinaldo Rigola Il primo segretario della Confederazione Generale del Lavoro

Rinaldo Rigola

Questa biografia, corredata in appendice da vari dei testi documentali a cui ci si riferisce nel testo, ripercorre la vita del sindacalista e politico socialista riformista biellese Rinaldo Rigola. Questi, dopo essere stato un operaio specializzato, svolse l'attività di sindacalista e politico, fu il primo segretario confederale della neonata Confederazione generale del lavoro (CGdL), oltre a quella di giornalista su organi socialisti e sindacali, e studioso delle problematiche del lavoro. Fu organizzatore del movimento sindacale a livello nazionale scontrandosi con le tesi rivoluzionarie al tempo alquanto diffuse e si interessò alle esperienze sindacali inglesi e al movimento gildista. Fronteggiò anche i problemi della grande guerra e poi le scissioni nel movimento socialista fino all'avvento del regime fascista quando assunse posizioni di sostanziale collaborazione e apprezzamento verso gli aspetti cooperativistici del nuovo regime, causa della rottura con la gran parte del resto del movimento socialista con il quale si riconciliò solo vicino alla sua fine negli anni cinquanta.

Tre fascisti – Tre fascismi Cesare De Vecchi, Alfredo Rocco, Edmondo Rossoni

Tre fascismi - Tre fascisti

Il fascismo è stato un fenomeno complesso e sfaccettato nel quale sono confluite differenti ideologie e personaggi diversi per ceto, esperienze, percorso politico ecc. Tutto questo portò ad una molteplicità di approcci, interpretazione e concezioni alquanto diverse del fascismo stesso. Questa opera vuole contribuire a ricostruire il percorso esistenziale ed ideologico di alcuni dei personaggi che affiancarono Mussolini nelle scelte politiche e nella loro attuazione durante il ventennio fascista attraverso tre saggi biografici su importanti figure del regime. Nei saggi si è dato ampio spazio alle citazioni degli scritti e dei discorsi dei personaggi trattati in modo da poter ricostruire in modo non mediato le loro idee. Questi tre uomini erano tra loro molto diversi ma, accomunati dal loro ruolo di gerarchi, ricoprirono cariche che consentirono loro di influenzare molteplici aspetti delle vicende italiane. Il primo personaggio trattato è Cesare De Vecchi, un monarchico cattolico e conservatore che aderì presto al movimento fascista divenendone uno dei principali ras, ricoprendo in seguito la funzione di Quadrumviro della Marcia, ministro, governatore coloniale e ambasciatore e rimanendo una figura di spicco fino alla guerra. Il secondo personaggio è Alfredo Rocco, giurista e teorico del fascismo, transfuga radicale, poi liberale e infine nazionalista. Favorevole ad una dottrina statolatra, condizionò profondamente il regime e l'adozione del sistema corporativo. Il terzo ed ultimo personaggio è Edmondo Rossoni, ex sindacalista rivoluzionario, passato all'interventismo e poi al fascismo di cui organizzò il movimento sindacale assumendone per anni la guida e appoggiando la sua trasformazione progressiva in corporativismo, uno dei nuovi elementi cardine del regime. In appendice all'opera, in modo da fornire al lettore un facile accesso alla documentazione citata, vengono riportati parte dei testi e dei documenti cui si fa riferimento nei tre saggi. In modo da favorire la ricostruzione del percorso dei contributi politico-ideologici di questi tre gerarchi fascisti, per ogni personaggio vengono inoltre riportati gli elenchi delle rispettive opere a stampa.

Uomini del regime Barracu, Brandimarte, Buffarini Guidi, Pende, Scorza, Senise, Serena, Suardo, Vidussoni

Uomini del Regime

Il regime fascista non fu eretto e mantenuto in vita dal solo Mussolini: molti furono i personaggi che lo affiancarono nelle varie fasi della sua carriera politica, dalla fondazione dei Fasci alla conquista del potere, nel suo consolidamento fino alla formalizzazione della dittatura a seguito dell'omicidio Matteotti, nel processo di inquadramento degli italiani in organizzazioni "totalitarie", nella guerra e nella disfatta repubblichina. In quest'opera vengono raccolti una serie di articoli biografici su alcuni degli innumerevoli personaggi che fecero parte di questa ampia e variegata galassia che consentì al regime di affermarsi e poi durare per circa venti anni. Le tipologie di personaggi trattati sono variegate appunto per dare un'idea di quanto fosse diversificata questa galassia, andando ad esempio dallo squadrista Brandimarte a personaggi come il moderato sottosegretario Suardo, da intellettuali come Pende al sottosegretario Buffarini Guidi, figura di spicco anche durante la RSI quale ministro degli Interni. Per ogni personaggio trattato, oltre alla sua biografia, si fornisce un elenco delle opere da lui pubblicate e delle onorificenze conseguite. In appendice all'opera vengono inoltre riportati vari dei documenti citati negli articoli biografici.

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