Manifesto di Laxenburg

Manifesto di Laxenburg dell’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe, del 15 luglio 1859

A’ miei popoli.
Quándo, esaurita la misura di ammissibili concessioni, compatibili colla dignità della Corona e coll’onore e il bene del paese, e usciti a vuoto tutti i tentativi di un accordo pacifico, non restava più alcuna scelta, ciò che era inevitabile diventò dovere. Questo dovere mi pose nella cruda necessità di chiamare i miei popoli a nuovi e gravi sacrifizj per poter scendere in campo a tutela dei più sacri loro beni.
I miei fedeli popoli, corrispondendo al mio eccitamento, si schierarono unanimi intorno al trono, e offrirono i sacrifizj d’ogni genere, imposti dalle circostanze, con una volonterosità che merita la mia riconoscenza.
Por troppo l’esito non corrispose alle aspettazioni. Il prode esercito ha dimostrato anche questa volta in modo splendido l’eroico suo coraggio e la impareggiabile perseveranza, talché si acquistò l’ammirazione generale, perfino dell’avversario.
Altrettanto è indubbio il fatto che i nostri avversarj, ad onta degli estremi sforzi e dell’impiego dei loro ricchissimi mezzi, preparati da tanto tempo a costo enorme, non valsero ad ottenere che vantaggi, ma nessuna vittoria decisiva ; mentre l’esercito austriaco, ancora inconcusso di forze e di coraggio, manteneva una posizione, il cui possesso gli lasciava aperta la possibilità di poter forse ritogliere al nemico, gli ottenuti vantaggi.
Il tentár ciò avrebbe per altro richiesto nuovi sacrifizj, e certo non meno sanguinosi di quelli che già erano stati fatti e che riempivano il mio cuore di profonda tristezza.
Per continuare la guerra sarei stato costretto a richiedere dai fedeli dominj ulteriori sacrifizj di sostanze e di sangue, notevolmente più grandi dei precedenti. E l’esito ne sarebbe rimasto tuttavia dubbioso, dacché io ero rimasto amaramente disinganbnato nelle mie fondate speranze di non trovarmi isolato in questa lotta, intrapresa pel buon diritto non dell’Austria soltanto .
Ad onta dell’interessamento vivo e degno di gratitudine, che la nostra giusta causa ha trovato nella maggior parte della Germania presso i popoli, i nostri più antichi e naturali alleati persistettero nel disconoscere quale alta importanza in sé racchiudeva la grande questione del giorno.
Dacché l’onore dell’Austria era uscito incolume dai combattimenti di questa guerra per gli eroici sforzi del suo valoroso esercito, mi sono determinato, per riguardi politici, a fare un sacrifizio per la pace, e approvare i preliminari concertati per preparare la sua stipulazione, dopo che ebbi il convincimento che, con un diretto accordo coll’imperatore dei Francesi, il quale rimovesse qualunque ingerenza di terzi, si pote
vano in ogni caso ottenere condizioni meno sfavorevoli di quelle che sarebbero state ad aspettarsi dall’intervento nelle trattative delle tre grandi Potenze, che non avevano preso parte alla lotta, colle proposte di mediazione tra di esse concertate, ed appoggiate dalla pressione morale del loro accordo.
Par troppo fu inevitabile il separare dal complesso dell’impero la massima parte della Lombardia. Di rimpatto dev’essere gradito al mio cuore il vedere, novamente assicurate ai miei amati popoli le benedizioni della pace.
Come i miei popoli, in questi giorni di gravi prove e sacrifizj, si schierarono fedeli attorno a me, possano anche adesso ajutare l’opera di pace col concorrervi fiduciosi, e così agevolare l’attuazione delle mie benevole intenzioni. Ringrazio i figli di questi popoli, scesi alla battaglia per Dio, per l’imperatore e per la patria, del dimostrato eroismo, e ricordo con mestizia gl’indimenticabili compagni d’arme, che pur troppo più non ritornarono da questa pugna.
FRANCESCO GIUSEPPE m. p.

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